La minoranza compatta: «Ricci si deve dimettere» Botta e risposta col sindaco: ‘Noi siamo uniti’ «LA MAGGIORANZA va». «La maggioranza vada a casa». «Fuori dalla coalizione chi non rispetta il mandato ricevuto». Sfaccettature del momento politico visto da chi governa, da chi fa opposizione, da chi, in maggioranza, Rino Freddii, non vuole ‘noie’. La minoranza, in particolare il Pd, nel corso di un incontro dei consiglieri municipali (Claudio Passeri, Edo Romoli, Claudia Travicelli, Luigi Marini, Gianfranco Gambucci), allargato alle altre forze di opposizione (presenti Franco Matarangolo per la Mongolfiera e Franca Mariani per l’Italia dei Valori) ha chiesto le dimissioni del sindaco. «Ricci se ne deve andare perché non ha più la maggioranza, giunta e consiglieri di maggioranza sono spaccati, è un continua guardare alle prossime votazioni e alle possibili candidature, perdendo di vista la drammatica situazione della città» hanno sottolineato, rimarcando come la situazione politica si rifletta negativamente sull’attività amministrativa.
Ma dopo il Consiglio comunale è giunta subito la risposta. «La compattezza della maggioranza è stata dimostrata dall’approvazione, con il voto di tutti i consiglieri di maggioranza dell’assestamento Generale di Bilancio» dice laconicamente il sindaco, soddisfatto del passaggio in aula. Ma Freddii, consigliere del Pdl, va oltre: lamenta di non aver potuto parlare del caso Pastorelli e dice la sua sulla situazione. «Quello ce mi preoccupa, e non accetto, è la divergenza nella maggioranza, non sulle cose da fare, anche se alcuni punti del programma vengono presi come pretesto, e nemmeno sui valori di riferimento, ma solo ed esclusivamente tra persone. Per essere chiaro tra Bartolini e Ricci (nella foto) che, insieme, nel rispetto dei ruoli, formano una coppia utile, anzi necessaria per il Comune. Come consiglieri e assessori prendiamo l’impegno con i cittadini di rigettare e denunciare i tentativi di delegittimazione dell’esecutivo che impediscano la fine naturale della legislatura, come stabilito nell’ultima riunione del coordinamento: chi non rispetta il mandato ricevuto, chi denigra, chi sparla dei consiglieri e degli assessori, chi rifiuta il lavoro di gruppo, chi trama per far cadere l’amministrazione, deve essere buttato fuori dalla coalizione».
Maurizio Baglioni