L’ISPIRAZIONE viene direttamente dalla «Giornata di Preghiera mondiale per la Pace» voluta ad Assisi da papa Wojtyla nell’ottobre 1986. Da quella «profetica intuizione» — come è stata definita ieri a Palazzo Donini — capace di fare incontrare i rappresentanti delle religioni del mondo nasce «AssisiMosaic» in scena nella città serafica da lunedì 5 a domenica 11 ottobre. La manifestazione raccoglie l’eredità di quell’evento e lo traduce in un mosaico di parole diverse per creare dialogo e comprensione tra le persone, i popoli e le culture. Lo fa con un cartellone ricchissimo che si muove lungo tre direttive simboleggiate da altrettanti colori: l’arte, che riunisce teatro, musica e danza con il colore rosso, la scienza, dedicata al tema attualissimo dell’acqua nella storia, nelle religioni e nell’ambiente con il colore nero e l’enogastronomia con specialità dei diversi paesi presenti, con il colore verde. Il tutto attraverso spettacoli, performance, laboratori culturali, mostre e proiezioni di film, tavole rotonde e convegni che vedranno protagonisti il cristianesimo, l’ebraismo, il buddismo, l’islam e l’induismo.
Insomma »AssisiMosaic» parte subito con forti ambizioni, sottolineate ieri dai relatori che a Perugia hanno illustrato la manifestazione e il suo significato: Franco Cardini, direttore artistico, Maurizio Della Porta, responsabile della sezione artistica, l’assessore regionale alla cultura Silvano Rometti, il sindaco di Assisi Claudio Ricci e l’amministratore unico dell’Apt Stefano Cimicchi.
Secondo Rometti «AssisiMosaic rappresenta un’occasione di interscambio culturale e religioso, un momento di confronto artistico e scientifico e una vetrina per valorizzare le eccellenze gastronomiche della regione. Insomma è un’operazione di altissima qualità, che al suo debutto ha già valore nazionale e che si inserisce perfettamente nella programmazione annuale della Regione». Il sindaco Ricci ha esaltato «un’iniziativa che ha il merito di raccogliere l’eredità della ‘Giornata di preghiera’ dell’86. La diversità culturale diventa un valore e le tante iniziative non sono eventi ma occasioni di ricerca e di cammino interiore» mentre Cimicchi ha ricordato come «Assisi da sempre è crocevia di culture».
E’ stato poi Franco Cardini a illustrare un programma «che per una settimana promuove l’incontro ‘laico’ tra le religioni». Il tema di questa prima edizione, sarà l’acqua, intesa come bene comune ma ormai oggetto di indiscriminata speculazione, a indicare l’esigenza di confrontarsi anche con le urgenze sociali della contemporaneità: «AssisiMosaic» presenterà un Simposio Internazionale sul tema della manifestazione con giornate di studi sull’acqua. Ma il programma è davvero ricchissimo : ci saranno le mostre (da «Oroblu» con 21 artisti a «Frates De vena), appuntamenti enogastronomici con la tavola rotonda «Il gusto e lo spirito del cibo» alla riscoperta delle relazioni tra cibo e religione e il galà di beneficenza dove cuochi e chef di livello internazionale e di diversa provenienza religiosa prepareranno interessanti e articolati menù. Gli spettacoli sono un esempio perfetto della filosofia del progetto: il 6, il 7 e l’8 i Monaci Tibetani del Monastero di Sera Jhe presenteranno uno spettacolo di danze, canti e musiche della tradizione buddista tibetana, venerdì 9 al Lyrick si esibirà il «London Community Gospel Choir», il 10 sarà la volta, sempre al Lirick, dello spettacolo di danza Bharata Natyam e Kuchipudi (stili classici di danza indiana, di raffinato linguaggio spirituale) alle 18 e del «Quintetto islamico» alle 21.30 mentre domenica 11 «The Idan Raichel Project» proporrà una suggestiva miscela di musica etiope, poesia araba, canti yemeniti, cantillazione ebraica e ritmi caraibici.
di SOFIA COLETTI