CONTO alla rovescia in attesa dell’apertura, domani mattina alle ore 11, del sottopasso ferroviario in via Patrono d’Italia tra speranze, timori, proposte. L’infrastruttura realizzata (all’inaugurazione interverranno il sindaco Claudio Ricci, amministratori comunali e il dottor Nicola Tosto per la Rete ferroviaria italiana) andrà a cambiare la viabilità da anni e anni condizionata dal passaggio a livello, ma c’è chi vede dei possibili problemi che potrebbero insorgere. «L’Udc ha sempre sostenuto che questa opera era sbagliata in quanto, con la variante Anas nella zona Tacconi-Lyrick finanziata, occorreva concentrare le risorse per chiudere l’anello della viabilità realizzando il sovrappasso sul Ponte Rosso e far sì che le infrastrutture previste nell’area ex Montedison e dal Puc potessero essere inserite in maniera funzionale all’interno del sistema urbano Assisi-Bastia Umbra». Così la pensa l’architetto Antonio Lunghi, capogruppo dell’Udc in Consiglio, che si preoccupa degli effetti della situazione che si produrrà nei mesi a venire nel centro di Santa Maria degli Angeli. Il rischio paventato è che, in mancanza di alternativa (la viabilità ad est nel comparto Tacconi-Lyrick, appunto e le limitazioni strutturali a ovest, legate appunto al Ponte Rosso), il traffico sarà concentrato su via Patrono d’Italia con un aumento considerevole dei disagi lungo l’asse centrale cittadino. «La nostra proposta — aggiunge Lunghi — è quella di ritardare la chiusura del passaggio a livello attuale fino a quando non verrà realizzato lo svincolo Anas in modo da non aumentare i gravissimi disagi di circolazione oggi presenti a Santa Maria. Anche perchè la sistemazione realizzata della zona centrale della cittadina della Porziuncola presuppone una riduzione del carico di traffico su questa zona».
Maurizio Baglioni Â
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