Travicelli e Mignani appoggiano, non senza qualche riserva, la proposta di Pastorelli
ASSISI (fla.pag.) – Claudia Travicelli (Pd) e Francesco Mignani (Udc) plaudono – con riserva – alla mozione del consigliere Stefano Pastorelli (Lega Nord; cofirmatario Lanfranco Lollini de La Destra) che chiede un test antidroga per sindaco, giunta e consiglieri comunali. I due consiglieri, in una nota congiunta, si dichiarano perplessi per la tempistica dei loro omologhi di minoranza, purtuttavia favorevoli al test, che però dovrebbe essere a spese private dei consiglieri, e non dell’Ente, quindi dei cittadini, e soprattutto dovrebbe essere solo il primo passo di un progetto contro la droga più ampio che coinvolga cittadini ed istituzioni. Secondo Claudia Travicelli – che cita dati a supporto – visto l’aumento (in Italia) del consumo di droghe leggere e pesanti e fermo restando “il rispetto per scelte individuali”, c’è bisogno di “politiche di prevenzione delle tossicodipendenze e dell’abuso di alcool, ma anche di sostegno ai processi educativi che coinvolgano le famiglie, le scuole e le altre istituzioni formative del nostro territorio al fine di garantire ai giovani una corretta informazione sui danni prodotti dall’uso delle droghe e di alcool. Per ragioni di trasparenza e di buon esempio, è ampiamente condivisibile che tutti i pubblici amministratori si sottopongano a periodici test antidroga, ma chi si sottopone al test – conclude il consigliere piddino – deve rendere noto l’esito presso la segreteria comunale”. Identiche le tesi di Francesco Mignani, che pur condividendo il merito della mozione, si dice “perplesso per tempistica di Pastorelli e per la sua improvvisa sensibilità per un tema molto serio sul quale non hai mai speso una parola. In questi anni, insieme al consigliere Travicelli, abbiamo intrapreso tutta una serie di iniziative riguardanti il problema droga fino a portare in consiglio comunale delle siringhe prelevate da un’area adiacente una scuola pubblica. Il test è utile, a patto che sia solo il primo passo di un programma di monitoraggio e prevenzione più ampio: è auspicabile che dallo stesso Pastorelli provenga l’iniziativa per un incontro pubblico che coinvolga tutti i soggetti che a diverso titolo affrontano quotidianamente il problema”, e cioè – secondo il consigliere dell’Udc – rappresentanti delle forze dell’ ordine, medici, educatori, sociologi, politici, responsabili di centri di recupero e quanti possano fornire un contributo di rilievo.