Assisi La proposta lanciata da Stefano Pastorelli (Lega Nord) accende il dibattito tra le forze politichedi SILVIA BARTOCCI FONTANA
ASSISI – Droga e politica: l’argomento scottante che ha diviso il parlamento italiano sbarca in Consiglio. Malgrado il fallimento del test volontario antidroga per deputati e senatori che, con un’affluenza del 32% ha squarciato il velo dell’ipocrisia sull’uso di stupefacenti, Stefano Pastorelli della Lega Nord ha presentato con la firma di Gianfranco Lollini (La Destra), una mozione, in discussione al prossimo Consiglio, per ripetere l’esperimento su scala locale.
Sebbene favorevole all’idea che gli amministratori si sottopongano al test antidroga, Francesco Mignani ha dichiarato di riconoscere al consigliere leghista solo il merito della richiesta: “Mi lasciano perplesso la tempistica di Pastorelli e la sua improvvisa sensibilità per un tema molto serio sul quale non hai mai speso una parola”.
“Non mi sembra che l’esponente della Lega abbia mai preso posizione riguardo alle tante iniziative riguardanti il problema droga che insieme al consigliere Travicelli, abbiamo intrapreso in questi anni. Trovo che il test sia utile per garantire trasparenza ai cittadini – conclude Magnani – ma dovrebbe far parte di un programma di monitoraggio e prevenzione molto più ampio ed articolato, al quale Pastorelli non ha fatto il minimo cenno”. Il consigliere Travicelli del PD si dichiara convinta che “gli stili di vita individuali vadano sempre rispettati, ma di contro per ragioni di trasparenza e di buon esempio, condivido che tutti gli amministratori si sottopongano a test antidroga periodici” e, nell’otti ca di dare un segnale forte,“provvedano anche a rendere noto l’esito del test presso la segreteria comunale”. “L’incoerenza delle affermazioni della Travicelli, in contraddizione tra loro”, secondo Franco Cesario membro del direttivo del prc “evidenziano la confusione all’interno del Pd che non ha il coraggio di scelte politiche precise”. “Al contrario rifondazione comunista ha una posizione favorevole sulla depenalizzazione del reato di possesso ed uso di droghe leggere, sempre e comunque nell’ottica di un monitoraggio etico del mercato e di una politica di prevenzione di sostegno alle istituzioni per una corretta informazione sui danni causati dalle tossicodipendenze”. “Ritengo – conclude Cesario – che la mozione di Pastorelli, sia un gettar fumo negli occhi dei cittadini, è sulle risposte ai problemi e alle urgenze del territorio, e sull’azione politica che si dovrebbe giudicare un amministratore, non su ciò che fa in privato”.